Considerazioni sull’Ashtanga Yoga

di David Swenson tratte da www.ashtanga.net traduzione di Margherita Barbisio

Troverete qui di seguito un elenco di considerazioni scritte da David. La lista verrà periodicamente aggiornata. Molte sono risposte che David ha dato a domande di studenti e alcune sono semplicemente considerazioni di carattere generale su alcuni temi. Divertitevi a curiosare e fateci sapere i vostri commenti.

L’Ashtanga e l’età
Namaste David
Voglio chiederti se per una persona di 47 anni in buone condizioni di salute è possibile praticare ashtanga, anche se non è molto flessibile. Ho praticato vinyasa durante gli ultimi 5-6 anni. Riesco ad eseguire molto bene la maggior parte degli asana, ma alcuni, come il loto o il piccione non riesco ancora a farli completamente, anche se continuo a lavorarci su. E’ possibile praticare l’ashtanga (almeno finire tutta la prima serie)?

Grazie per il tuo messaggio. Certo che puoi trarre beneficio dall’Ashtanga. Fa molto bene nell’età matura. Fa bene quasi sempre. Diventando anziani si comprende meglio ciò che si può fare o non si può fare. Soprattutto comprendiamo meglio chi siamo.. Questo è importante nella vita in genere e certamente è di grande aiuto a sviluppare una soddisfacente pratica yoga. Conosco persone che hanno iniziato a praticare Ashtanga a 70 o persino a 80 anni. Tutti possono trarne vantaggi, sia in forma di miglioramento della flessibilità, della forza o della calma mentale. Il grado di sperimentazione di queste cose sarà eccezionale. Ciascuno ha caratteristiche fisiche diverse che sono il frutto di eredità genetica, esperienze di vita, sensibilità fisica, modo di vivere e abitudini alimentari. Tutte queste cose si combinano a formare il nostro stato di esistenza fisico ed emotivo. L’Ashtanga Yoga è uno strumento meraviglioso che cerca di equilibrare la nostra forza con la flessibilità per darci un senso di benessere a livello mentale ed emotivo. Il catalizzatore di questi cambiamenti è una pratica regolare per un lungo periodo. Dobbiamo essere pazienti e ascoltare il nostro corpo e progredire secondo il nostro passo. Focalizzandoci sul respiro e muovendoci con consapevolezza il nostro corpo/mente fatto di yoga cresce come un albero. Ha bisogno di cura costante e va innaffiato con la consapevolezza e un esercizio diligente. Se possibile è meglio studiare sotto la guida di un istruttore. Cerca di vedere se ce ne sta uno nella tua zona e incomincia a praticare lentamente. Se non ci sono istruttori nella tua zona, esistono anche molti libri e altri strumenti che puoi utilizzare come seconda scelta. Non è importante che tu pratichi tutta la prima serie. La profondità dello yoga è data dalla focalizzazione e dall’intenzione di chi pratica e non dal particolare asana o dalla serie che egli esegue.
Ancora grazie. David

L’Ashtanga e le malattie cardiovascolari e delle coronarie
Caro David,
Ho avuto la fortuna di incontrarti recentemente in un workshop. Ti sarei molto grato se mi dessi un consiglio, Mi rivolgo a te perchè 3 mesi or sono ho avuto un attacco di cuore dopo il quale sono stato operato. Ho studiato il metodo Iyengar per 5 anni e poi 3 anni fa ho scoperto il piacere di praticare l’Ashtanga facendo una pratica regolare 3-4 volte alla settimana continuando a praticare l’allenamento teacher training di Iyengar. In gennaio compirò 54 anni. Il mio medico che cura con le erbe è preoccupato per il calore creato dalla respirazione Ujjayi. Tenendo specialmente in considerazioni l’accento che la medicina occidentale pone sull’esercizio aerobico e l’aumento dei battiti cardiaci l’Ashtanga è: 1. Un tipo di “esercizio” adatto a mantenere uno stato di salute cardiovascolare normale? 2. Un tipo di “esercizio” adatto per chi ha problemi alle coronarie/bypass? Ti sarò grato per qualsiasi consiglio vorrai darmi. Spero che tu stia bene e spero di rivederti presto.

Molte grazie per il tuo messaggio. Mi spiace che tu sia stato operato. Spero che tu ti stia riprendendo bene. Non essendo un medico non posso darti dei consigli medici, ma piuttosto qualche consiglio di carattere generale che riguarda la pratica dell’Ashtanga Yoga in relazione ai problemi cardiovascolari. Prima di iniziare una qualunque attività fisica devi consultare il tuo medico curante. Eccoti alcuni consigli di carattere generale. Ci si può avvicinare all’Ashtanga in una miriade di modi. Regolando il ritmo o la velocità della pratica, si può controllare l’attività cardiaca. Se ritieni che un esercizio sia eccessivo, puoi rallentarlo. Uno degli aspetti più particolari dell’Ashtanga è il vinyasa. Durante il vinyasa, nei Saluti al Sole così come durante tutti i vinyasa nelle posizioni da seduti, il cuore si viene a trovare in alto e in basso a seconda che si sia in “cane che abbaia” o in “cane che si distende”. Questo stimola il cuore a regolare la pressione sanguigna ed è un aspetto molto condizionante della pratica. Il vinyasa aumenta anche la frequenza del battito cardiaco. Per modificare la pratica, basta solo omettere i vinyasa o modificarli secondo le proprie esigenze. L’esercizio fa bene. Il nostro corpo ha bisogno di muoversi per mantenersi in buono stato di salute, ma ognuno di noi è fatto in modo diverso perciò dobbiamo adattare l’esercizio alle nostre singole necessità. Anche l’Ashtanga va affrontato in questo modo. Esso è un esercizio terapeutico e va usato come tale. Quello che è un giusto approccio per uno può non esserlo per un altro. E’ come camminare o correre, entrambi sono esercizi eccellenti, ma vanno eseguiti tenendo conto del livello personale di allenamento. Per qualcuno correre 10 miglia non è difficile, se si è allenato per questo. Se ci prova un’altra persona potrebbe farsi male. Lo stesso succede nell’Ashtanga. Si deve incominciare lentamente per stabilire il livello di esercizio adatto, livello che si svilupperà poi attraverso un regime regolare. La preoccupazione circa lo sviluppo di calore non penso sia un problema eccetto che per coloro che soffrono di MS (sclerosi multipla?) ai quali si sconsiglia persino di fare un bagno caldo. Se ti sembra di surriscaldarti, calma il respiro e rallentalo. Molti mi hanno raccontato delle storie di sorprendenti guarigioni ottenute con l’Ashtanga Yoga. In effetti esso è un aiuto per migliorare la salute in molti casi, ma va usato con pazienza e consapevolezza. L’impazienza è uno dei principali ostacoli nello sviluppo personale. Si deve anche considerare che gli esercizi aerobici e l’Ashtanga Yoga non sono incompatibili. Puoi provare un po’ di Yoga Cross Training (allenamento yoga incrociato). Un giorno usa l’Ashtanga e l’altro giorno fai una camminata veloce oppure fai tutte due le attività nello stesso giorno. Ascolta cosa ti dice il tuo corpo. Ti dirà: muoviti con consapevolezza e pazienza in qualunque attività sceglierai e il progresso sarà assicurato. Spero che questa risposta non sia troppo generale, ma è il meglio che posso offrirti non essendoti vicino per constatare il tuo stato. Spero che ti sia utile. Respira profondamente e divertiti ogni giorno!
Namaste. David

L’Ashtanga e il morbo di Parkinson
Ciao David,
Ho appena iniziato ad apprezzare l’Ashtanga Yoga ed ho da porti una domanda: Un mio amico è affetto dal morbo di Parkinson e il suo medico gli ha consigliato di incominciare a frequentare dei corsi di aerobica non troppo impegnativi. Mi chiedo se tu ritieni che l’Ashtanga sia una disciplina aerobica. Attualmente lui pratica Tai Chi e Chi Kung e quando gli ho descritto la mia esperienza con l’Ashtanga Yoga ha pensato che potrebbe essere una bella alternativa anche per lui.
Grazie per un tuo commento.

Grazie del tuo messaggio. Dato che non sono un medico non posso suggerirti un particolare programma che possa essere utile per il tuo amico che soffre di Parkinson, però ti fornirò alcune informazioni di carattere generale. Lui, prima di iniziare una qualsiasi attività, dovrà parlarne con il suo medico.
L’Ashtanga Yoga è aerobico. Non è come la corsa o la camminata veloce, ma il flusso continuo del vinyasa e il respiro dinamico tengono in movimento il cuore e riempiono i polmoni e il sangue di ossigeno. Il tuo amico non deve scegliere solo un’attività. Può praticare l’aerobica o qualsiasi altro tipo di attività e anche l’Ashtanga. Lo yoga sarà di aiuto per tutte le altre attività. L’Ashtanga Yoga in generale rafforza il corpo e migliora la circolazione del sangue. Ma i benefici maggiori sono quelli extracorporei. I benefici più apprezzabili sono quelli per la mente. Nessuno di noi è in grado di controllare gli eventi che ci si propongono ogni giorno. La pratica dello yoga è un aiuto portentoso per assisterci quando reagiamo alle cose che incontriamo nel nostro cammino. Questo è il maggior beneficio che ci fornisce l’Ashtanga Yoga, per cui se il medico dà al tuo amico la sua autorizzazione a praticare l’Ashtanga Yoga penso che egli potrà scoprire che i vantaggi mentali ed emozionali sono importantissimi. Gli suggerirei di provare alcune attività diverse e vedere quella che per lui è la migliore e che gli piace di più. Il piacere è un grande incentivo in qualsiasi esercizio. L’Ashtanga Yoga potrebbe essere un complemento del Tai Chi e del Chi Kung o di qualsiasi altro esercizio sceglierà di praticare. Spero che questa informazione di carattere generale sia di aiuto. Ancora grazie e fammi sapere l’evoluzione del caso.
Con rispetto, David Swenson

L’Ashtanga Yoga è il tumore alla mammella
Ciao David,
Spero che questa mia ti trovi in buona salute e felice.
Ho appena scoperto che mi è ritornato il cancro alla mammella dopo una remissione di 7 anni. Questa è la seconda volta che si presenta. Originariamente ho subito una nodulectomia e sono stata sottoposta a chemio nel 1984, cui è seguita una seconda nodulectomia nel 1995. Naturalmente questa volta vogliono fare una mastectomia (il che sembra giusto, dato che con un’altra noduclectomia non rimarrebbe più traccia di mammella) seguita probabilmente da chemio/tamoxifen. Una vera scocciatura certo, ma per due volte ce l’ho fatta, per cui spero di farcela anche questa volta.
Ciò che vorrei sapere è cosa ne pensi di praticare l’Ashtanga nella mia situazione. Ho sentito dire che il calore che si sviluppa con l’Ashtanga può dare luogo a una crescita delle cellule; ne sai qualcosa? Hai da suggerire delle posizioni da fare o non fare durante la convalescenza?(Per fortuna i linfonodi dell’ascella mi sono già stati tolti per cui non avrò da preoccuparmi di questi...) L’Ashtanga è una parte così importante della mia vita che penso non la smetterò di praticare per nessuna ragione, ma vorrei sapere cosa ne pensi tu e se hai qualche suggerimento o conosci dei libri da consigliere o delle persone da interpellare.ecc.
Ti ringrazio e ti auguro ogni bene

Grazie del tuo scritto. Mi spiace leggere della recidiva del tuo tumore. Non ne so molto sul cancro alla mammella per risponderti con autorevolezza, ma ti darò alcune informazioni di carattere generale. Ho letto di persone che hanno sentito dire che la pratica dell’Ashtanga Yoga sviluppa calore che potrebbe causare una crescita cellulare abnorme. Non ho esperienza di studi medici o scientifici che provino questo fatto. Ti suggerisco di consultare il tuo medico spiegandogli i movimenti e com’è l’Ashtanga in pratica e senti cosa ti consiglia. Molti medici sono lungimiranti e sono felici di incoraggiare qualcosa che aiuti il processo di guarigione. So di altri praticanti di Ashtanga che sono passati attraverso lo stesso caso tuo, ma sfortunatamente non conosco il loro indirizzo. Puoi provare a entrare in qualche chat line di yoga e chiedere se qualcuno ha avuto una esperienza diretta simile alla tua. Per quanto riguarda le posizioni da evitare durante la convalescenza ti suggerirei di muoverti con grande consapevolezza e attenzione. Non fare le posizioni velocemente o in profondità. Ascolta il tuo respiro e focalizzati sulla pratica interiore. Il corpo ci invia sempre dei segnali. Se ti muovi lentamente è più facile ascoltarlo. Durante la convalescenza dopo l’intervento non devi fare alcuna cosa che disturbi la guarigione o che possa causare lo strappo delle suture o sottoporre i tessuti sensibili a uno sforzo eccessivo. Permetti al corpo di guarire lentamente. Quando consulterai il tuo medico e il fisioterapista dovrai essere in grado di stabilire fino a che punto potrai muovere la zona colpita. Ci sarà un periodo durante il quale ti suggeriranno di tenere la zona completamente immobile. Tuttavia il movimento aumenta gli effetti curativi dell’irrorazione sanguigna e l’elasticità del tessuto muscolare. Penso che lo yoga sia uno dei migliori aiuti per migliorare il processo di guarigione quando la zona interessata sarà guarita dal trauma dell’intervento. Ricorda che la pratica dello yoga è più profonda del movimento fra gli asana. L’aspetto visibile della pratica è soltanto la superficie dello Yoga. Il vero Yoga è quello che non riusciamo a vedere. Focalizzati sul tuo Yoga interiore, vale a dire il respiro, i Bandha e la consapevolezza del sé più profondo. E’ in questi esercizi interiori che sta la vera profondità dello Yoga. Dirigi la tua mente e la tua concentrazione. Viaggia nello Yoga oltre il corpo. Cerca l’Atman. Viaggia verso il vero sé. Penso che tu abbia un atteggiamento positivo e questo è certamente un fattore dal quale puoi ricavare forza. Ricorda che l’Ashtanga Yoga è una pratica dalle molte sfaccettature che si possono applicare alle necessità individuali. Puoi anche regolare la pratica alle tue particolari circostanze. In questo sei tu la meglio qualificata a decidere cosa è adatto al tuo corpo, alla tua mente e alla tua anima.
Ancora grazie per il tuo messaggio. Teniamoci in contatto e fammi sapere come le cose si sviluppano. Abbi cura di te.
Ti mando i miei migliori auguri di buona salute e felicità, David

L’Ashtanga Yoga durante la gravidanza
Ciao David e Shelley,
Spero che stiate bene. Ho partecipato al vostro workshop durante il weekend e mio figlio ha giocato tanto con Shelley la prima sera che è stato nello studio durante la lezione. Mi ha detto di mandarvi un saluto speciale e un “salta in Janushirsasana (scusate la grafia)”.
Mi chiedo se avete delle informazioni, buone o cattive, circa l’Ashtanga durante la gravidanza. Sono incinta da 11 settimane e personalmente non ho desiderato fare la pratica. Durante tutti i salti e i piegamenti in vita non mi sentivo bene, a questo si aggiunga che ho la nausea tutti i giorni! Penso che mi direte che è un fatto personale, ma è possibile che qualcuno riesca a fare tutta la sequenza durante la gravidanza? Sembra fisicamente impossibile saltare in un vinyasa quando la pancia è ingrossata.
Namaste

Grazie per il tuo scritto. Ci ha fatto piacere avere tue notizie. Congratulazioni per la tua gravidanza!
La cosa più importante da ricordare è che la salute tua e del tuo bambino hanno la priorità assoluta! Ascolta il tuo corpo e non sovraccaricarlo. Parla con la tua levatrice o con il tuo medico e fatti consigliare cosa è adatto o contrario alla tua specifica gravidanza. Se senti di dover lasciare la pratica durante questo periodo, non preoccuparti. L’Ashtanga Yoga sarà ancora lì dopo che avrai avuto il tuo bambino. Puoi sempre riprenderlo dopo il parto. Questo non è assolutamente un problema. Se scegli di praticare durante la gravidanza devi muoverti più lentamente e dare retta al tuo intuito. Ho conosciuto donne che praticavano l’Ashtanga che hanno fatto pratica per tutto il periodo della gravidanza. Hanno regolato le posizioni alla necessità del ventre che cresceva e hanno fatto le variazioni necessarie ai vari mutamenti fisici e ormonali associati alla gravidanza. Queste donne avevano praticato l’Ashtanga Yoga con regolarità per più di dieci anni prima di rimanere incinte. La pratica era già divenuta una parte importante a livello cellulare del loro sé fisico ed emotivo. Non è consigliabile iniziare una nuova attività impegnativa se si è da poco incinte. I primi tre mesi di gravidanza sono i più delicati. Se però l’attività è già ben radicata, apportando le giuste variazioni, si può continuare una versione modificata per tutta la gravidanza. Le modifiche per la gravidanza variano da individuo a individuo, ecco alcuni suggerimenti. Le gambe dovranno essere maggiormente divaricate in tutte le posizioni di piegamento in avanti mano a mano che il ventre cresce. Non bisogna giacere sulla pancia per cui i Saluti al Sole e i vinyasa vanno modificati. Per quanto riguarda i vinyasa suggerirei di tralasciarli o modificarli camminando avanti e indietro invece di saltare. Evitare di spingere le posture troppo in profondità. Sarà bene tralasciare del tutto le torsioni o le posizioni invertite. Soprattutto in merito a questi asana ci sono delle opinioni differenti. Puoi consultare un maestro di ginnastica o di Yoga prenatale per maggiori ragguagli in merito. Che tu scelga di praticare o no, usa questo tempo per entrare in contatto con la tua pratica interiore, il respiro e i bandha. Se senti di non dover fare gli asana fai in modo che ciò non disturbi la tua mente. Avere un figlio è un Grande Yoga e devi prenderti la miglior cura di te e del tuo bimbo e apprezzare la magia di dare vita a un nuovo essere.
Con i migliori auguri per una gravidanza e un parto felici e in buona salute, David
P.S. Se stai pensando un nome per il nuovo nato bambino o bambina una coppia dei miei favoriti è David e Shelley.

La pratica per gli amputati
Namaste David,
ho una collaboratrice alla quale è stata amputata la gamba destra sopra il ginocchio (ha conservato un moncone di circa 6 centimetri sotto l’anca). Ha fatto una lezione, ma si è trattato di un unico workshop e vorrebbe fare più lezioni. Non usa protesi. Usa un bicicletta azionata a mano che usa per svago per cui ha la parte superiore del tronco molto forte. Il suo medico non ha posto obiezioni verso qualsiasi attività desideri intraprendere. Vorrei cogliere l’opportunità di insegnarle qualcosa, ma mi sento inesperto e non vorrei guidarla male. C’è qualche testo che mi puoi consigliare cui fare riferimento per aiutarla a modificare la sua pratica e adattarla alle circostanze? Dovrei forse suggerirle un altro tipo di Yoga? Qualsiasi suggerimento sarà apprezzato.

Grazie per il tuo messaggio.
ti darò qualche informazione di carattere generale per la pratica dell’Ashtanga Yoga per gli amputati. Se usano una protesi in un certo senso è più facile trovare un punto di equilibrio, di sostegno in posizioni come il cane che si distende. Nel caso della tua amica, lei non usa una protesi perciò bisogna tentare un approccio diverso. Si deve cercare l’equilibrio usando la consapevolezza e imparando a tenere il corpo bene allineato. Piuttosto che cercare il sostegno attraverso il peso, l’equilibrio va cercato attraverso il sostegno dall’anima. Questo è un buon allenamento per tutti noi. E’ meglio cercare la nostra posizione in ogni asana sentendo la struttura dall’interno verso l’esterno piuttosto che cercare di costruire la postura dall’esterno verso l’interno. Non sono a conoscenza di testi al riguardo, ma ciò non significa che non ne esistano. Puoi fare una ricerca in internet. Mi piacerebbe sapere se troverai qualcosa. Il consiglio o suggerimento che sto per darti si basa soltanto sulle mie idee teoriche personali. Io ritengo che questa pratica può essere modificata per andare incontro alle esigenze di chiunque desideri farla. Ho visto Pattabhi Jois lavorare con un quadriplegico. I suoi lo portavano alla Yoga Shala e lo sdraiavano sul pavimento. Pattabhi Jois muoveva il suo corpo in una serie di esercizi e lo incoraggiava a focalizzarsi sul respiro mentre lui gli manovrava il corpo. E’ un esempio di come si possa non considerare le limitazioni fisiche come un limite per chi vuole sperimentare i benefici dello yoga. Ogni caso va trattato singolarmente. L’abilità dell’insegnante sta nel capire come meglio applicare le basi della pratica alle singole necessità dello studente. A volte è un viaggio per entrambi, studente e insegnante, imparare il metodo migliore di approccio. Finché comunicherete in modo chiaro fra di voi ed esplorerete con calma con il respiro le possibilità, imparerete certamente qualcosa a vantaggio di entrambi. Cercate l’aspetto strutturale complessivo ed esplorate i modi di sollevare o sostenere dall’anima per raggiungere i fili di energia che state cercando. Spero che queste informazioni ti siano utili. Mi rendo conto che si tratta di informazioni di carattere generale, ma è il meglio che riesco a fare senza essere fisicamente presente. Ti prego di tenermi informato sui progressi di questo cammino.
Ancora grazie e ti auguro tutto il meglio nel tuo viaggio nell’insegnamento!
Con rispetto, David

Avanzamento verso la serie seguente
David,
ti faccio una domanda su come introdurre le persone alla terza serie. Quando avvio gli allievi alla seconda serie in una seduta di Mysore in genere faccio loro aggiungere le prime posizioni dopo che hanno completato la prima serie. Poi quando conoscono un numero sufficiente di posizioni della seconda, possono fare la prima fino a navasana e poi iniziare con la seconda finché riescono a lavorare esclusivamente su questa. Se qualcuno vuole iniziare la terza devo far fare loro tutta la seconda (o la prima) e poi aggiungere qualche posizione? E poi, quando conoscono più posizioni come devo comportarmi? Far fare metà della prima o della seconda e poi continuare di lì?

La prima serie è il trampolino di lancio verso le altre. Quando io ho iniziato ci facevano fare tutta la prima serie e poi aggiungevano la seconda finché riuscivamo a farle entrambe. Una volta raggiunto questo stadio si poteva poi praticare l’una o l’altra. L’altro modo, che sembra più popolare e gentile è fare tutta la prima e poi aggiungere a quella la seconda. Una volta che l’allievo fa tutta la prima serie e la seconda fino a Supta Vajrasana, la seconda serie ha superato il ponte finché viene completata del tutto e allora l’una o l’altra vengono praticate indipendentemente. Si può insegnare la terza nello stesso modo come si è passati dalla prima alla seconda, ma invece che passare dalla prima alla seconda si passerà dalla prima alla terza, dove la terza sostituisce la seconda. Si può anche usare la seconda come trampolino verso la terza come si era usata la prima per entrare nella seconda. Spero che ora tu non sia completamente confuso. Fammi sapere se hai altre domande in merito. Molte grazie per la tua richiesta, David

Dolore alla spalla
Recentemente ho acquistato il video della prima serie. E’ splendido. Mi diverto a praticare e aspetto con ansia di fare i miei esercizi giornalieri. Mi è appena sorto un dolore nella spalla sinistra, nella parte frontale. Sono quasi sicuro che deriva dall’aver esagerato nel fare i saluti al sole iniziali. Hai dei suggerimenti per alleviare il dolore? Penso che tralasciare i saluti al sole sia la cosa sbagliata da farsi, ma non vorrei che la situazione si aggravasse.
Sinceramente tuo

Grazie del tuo scritto. Mi spiace apprendere che ti fa male la spalla. Il dolore è un segnale del corpo che va ascoltato. Senza aver potuto vedere direttamente come pratichi non sono in grado di darti un consiglio specifico. Il dolore alla spalla può derivare da molti fattori. Uno potrebbe essere Chaturanga Dandasana e il susseguente passaggio al cane che guarda in su e al cane che si distende. In Chaturanga non ruotare le spalle in avanti verso il pavimento. Ciò causa uno sforzo inutile sulla giuntura della spalla. E’ meglio tenere le spalle ruotate verso la schiena e i gomiti vicini al lato del corpo. Distribuisci il peso sui muscoli lungo il lato del dorso e nella parte posteriore delle braccia in modo che non incida tutto sulle spalle. Quando sei nella posizione del cane che si distende ruota le spalle lontano dalle orecchie. Evita anche di spingere troppo il petto verso i piedi. Mantieni la consapevolezza sul respiro e respira bene e in modo ritmico senza sforzo. Cerca il modo di usare il minimo sforzo mentre esegui la pratica. Tendiamo tutti ad esagerare e usare muscoli non necessari. Se continui ad avere male alle spalle nella posizione del cane che si distende, appoggia le ginocchia sul pavimento e siediti sui talloni lasciando il capo sul pavimento. Puoi anche cercare di fare meno saluti al sole e tralasciare alcuni o tutti i vinyasa nelle posizioni da seduto. La cosa principale è trovare quale posizione aggrava il male alla spalla e modificarla. Può anche darsi che tu debba far riposare le spalle e alleggerire la pratica finché non hai scoperto come esercitarti senza sforzare quell’area. Non sono in grado di sapere esattamente quale sia la causa senza averti visto di persona, per cui spero che questa informazione di carattere generale possa esserti di aiuto.
Ancora grazie. David

Considerazioni sul respiro e sulla mente
Caro David,
ho partecipato al tuo teacher training e devo farti una domanda per la quale non ho la risposta e quindi spero tu possa aiutarmi. Oltre a insegnare Yoga, alleno anche la gente con i pesi. Durante una lezione una mia cliente ha provato a usare il respiro ujjayi nel sollevare i pesi e ha trovato che ciò le infondeva maggiore energia. Ora si domanda il perché e quale sia la ragione fisiologica di ciò. Puoi spiegarmi la ragione fisiologica e i suoi effetti? Molte grazie

Grazie per il tuo scritto. Non sono un vero esperto di fisiologia, ma cercherò di rispondere alla tua domanda da un punto di vista yogico:
A livello fisico il nostro corpo e la mente funzionano ad alto livello quando il sangue è ben ossigenato. Ciò si ottiene con una respirazione profonda ben controllata. Il respiro irregolare rende meno di quello regolato in modo ritmico. Ciò si può applicare anche quando si consuma molta energia in un tipo di esercizio aerobico o anche quando si fa sollevamento pesi. Se pensi all’influenza che ha il respiro sulla nostra vita quotidiana puoi comprendere meglio anche questo concetto.
Se hai mai visto qualcuno in uno stato molto agitato come chi sta per fare una lotta o sta bisticciando con qualcuno, avrai notato che il suo respiro è rapido e irregolare. Se uno è nervoso prima di un evento, come un atleta che attende il suo momento di esibirsi, noterai che il suo respiro è breve e rapido. Se osservi qualcuno depresso o molto triste vedrai che ha un respiro molto basso e quasi inudibile. Quando siamo spaventati tendiamo a trattenere il respiro. Se ci imbattiamo in una persona che si trova in uno di questi stati emotivi molto spesso la consigliamo “fai un profondo respiro. Calmati” Senza sapere nulla dello yoga diamo questo consiglio spontaneamente. In qualche modo ciascuno di noi sa bene che se controlliamo il respiro controlliamo la mente. C’è un detto yogico che afferma: “La mente è più difficile da controllare che il vento, ma se sappiamo controllare il nostro respiro, possiamo controllare la mente”. Lo yoga si basa su questo semplice concetto. Chi pratica yoga quando controlla il respiro prova un profondo senso di calma e una serenità di mente. Ciò è dovuto a una regolare concentrazione sul respiro durante la pratica. L’informazione che ti ho data può non essere scientifica, ma credo che sia veritiera e che anche altri cultori di yoga saranno d’accordo.
Spero di esserti stato di aiuto. Naturalmente ci sono ancora molti altri particolari che si potrebbero addurre, ma questo è il senso di come controllando il respiro si possa ottenere un effetto calmante sulla mente e sulla psiche.
Ancora grazie! Sinceramente, David Swenson

Il vegetarianismo e i dolori alle giunture
Ciao David,
spero che tu non sia stato soltanto educato quando hai detto che avrei dovuto rimanere in contatto. Mia moglie ed io siamo diventati vegetariani in febbraio. Io sento un po’ di dolore in alcune giunture (iniziati circa 6 settimane fa) e spero che tu abbia qualche idea su cosa devo mangiare per correggere questa situazione. Mia moglie non ha alcun problema d entrambi mangiamo quasi le stesse cose.
Con affetto e rispetto

Grazie del tuo messaggio. Mi fa piacere avere tue notizie. Ritieni che il dolore alle giunture dipenda dal cambiamento di alimentazione? Potrebbe avere altre cause. Senza che io sappia cosa mangi mi è difficile darti delle informazioni precise, ma ti darò alcuni suggerimenti. Se pensi che essere vegetariano sia eccessivo, puoi mangiare di tanto in tanto della carne e osservare come ti senti. Ad alcune persone interessate a sperimentare una dieta vegetariana ho suggerito di essere per esempio vegetariani il martedì. Scegli un giorno della settimana durante il quale non mangiare carne e vedi come ti senti. Poi puoi allargare l’esperimento e provare una settimana al mese, ecc. Ci vuole poco per capire cosa mangiare per avere tutto quanto ti occorre. Oggi ci sono anche molti testi al riguardo. A me piacciono alcuni vecchi libri di autori quali Paul Bragg. Leggi qualcosa dei suoi testi. Egli era una specie di moderato che credeva in una combinazione di dieta e fitness per essere in ottima salute.
Spero di rivedervi, David

Dove risiede lo Spirito? Cos’è che rende “spirituale” un’azione e terrena un’altra?
di David Swenson – 14 ottobre 2000

Cosa rende un’azione spirituale e l’altra terrena?
Dove finisce il corpo e inizia lo spirito?
Da bambini non siete mai stati fermi in una tiepida giornata di primavera a sentire la brezza che vi accarezzava la pelle? L’avete sentita sfiorarvi la faccia e solleticarvi i peli delle braccia o del collo? Non avete mai osservato un albero ondeggiare con la sua chioma che si agita con gioia e pensato che stesse danzando? Non avete mai osservato una foglia mentre abbandona il suo legame e galleggia e sprofonda e gira vorticosamente in un ruscello?
Se vi domandassi che aspetto ha il vento cosa mi rispondereste? Provatemi che esiste. Mi direte che avete visto un albero danzare. Sono d’accordo con voi, ma quello non è il vento. Mi state descrivendo soltanto un albero in movimento. Potrete allora descrivermi la sensuale sensazione che avete provato mentre il vento tracciava dei disegni sulla vostra pelle nuda. Anche questo è certamente vero, ma che aspetto ha il vento? Possiamo continuare con queste domande, ma la verità è che nessuno ha mai visto il vento anche se siamo certi della sua esistenza. Questa certezza ci viene dall’aver sperimentato i sintomi della sua esistenza. Uso queste analogie perché lo spirito è così illusorio come il vento. Non lo si può vedere con gli occhi. Possiamo solo imparare che esiste sperimentandone i sintomi.
Quali sono i sintomi dello spirito? La vita stessa è più di un sottile indizio, eppure vogliamo più prove. Tendiamo ad avere bisogno di creare teorie complesse e profondi trattati filosofici o anche religiosi per cercare di spiegare lo Spirito solo per avere la stessa certezza che un bambino ha dell’esistenza del vento. Sembriamo come un pesce nel mare che cerca qua e là il mare stesso mentre ne siamo immersi.
Ho sentito della gente dire “Non pratico più lo yoga fisico.” “Pratico lo yoga spirituale.” Io non vedo alcuna differenza. Tutti i percorsi di auto-sviluppo siano essi fisici o no, utilizzano rituali o cerimonie che aumentano l’auto-consapevolezza, ma non è nell’azione che risiede la spiritualità. Alcuni frequentano la chiesa. Alcuni siedono in meditazione, mentre altri cantano i mantra o studiano i testi sacri. Tutte queste attività sono buone, ma non sono necessariamente spirituali. Possiamo adorare una divinità o tenere una predica per alimentare il nostro ego. Possiamo meditare per sentirci superiori agli altri o memorizzare un testo sacro per sembrare colti. Possiamo diventare esperti di posizioni yoga per essere lodati per le nostre prodezze. Soltanto quando ci liberiamo dal rituale e troviamo l’essenza più profonda raggiungiamo la libertà e troviamo l’innocenza del cuore di un bambino. La spiritualità esiste nella nostra concentrazione e nella nostra intenzione piuttosto che nel rituale che abbiamo scelto. Quando percorriamo il cammino scelto e camminiamo in esso come un bambino che sente la brezza sulla sua pelle possiamo iniziare a gustare la semplicità dello Spirito, senza bisogno di sapere perché o come esso esiste. So che il vento esiste! So anche che lo Spirito esiste. Posso sentirlo solleticare i miei capelli sul collo. Ho galleggiato in esso come una foglia nel vento. So che lo spirito esiste perché l’ho visto nei tuoi occhi! Non dire, “Ho trovato la verità”, ma piuttosto , “Ho trovato una verità.” Non dire , “Ho trovato la via dell’anima,” di’ piuttosto, “Ho incontrato l’anima che camminava sulla mia strada.” Poiché l’anima percorre tutte le strade. L’anima non cammina lungo un tracciato; né cresce come un giunco. L’anima sboccia come un loto dai mille petali.
Kahlil Gibran

Yoga e cristianesimo
Ciao,
ho studiato per insegnare Yoga e recentemente ne ho parlato con il pastore della mia chiesa che si è preoccupato. Vorrei sapere cosa ne pensi, dato che AMO lo yoga e non voglio abbandonarlo a meno che non divenga assolutamente certo che esso è in conflitto con la mia fede cristiana.
Nel tuo articolo “Dove risiede lo spirito”, ho letto che lo Yoga non è né fisico, né spirituale, e che la spiritualità “Non risiede nell’azione”, ecc. ma il mio pastore ritiene che, dato che lo Yoga è una pratica spirituale di origine indù, solo eseguendo alcune posizioni mi aprirei alla “contaminazione” di “cattivi spiriti”. Secondo lui esso è in conflitto con la fede cristiana. Non capisco la sua preoccupazione perché i cristiani credono in un unico Dio e non in qualche Dio indù.
Hai mai ricevuto delle domande di questo tipo in passato?Non condivido completamente l’idea del pastore, ecco perché ti mando questa e-mail. Mi auguro che tu riesca a dare un senso a tutto ciò o che mi indirizzi verso qualcun altro che sappia darmi una risposta.
Ti sarò grato per un tuo riscontro.
Grazie

Grazie della tua domanda onesta e sincera. Non c’è conflitto. Lo Yoga è una filosofia e non una religione. Molti cristiani praticano lo yoga. Lo yoga si astiene dal giudicare e si può essere cristiani, induisti, mussulmani, ebrei o atei e praticare yoga. La spiritualità e la religione sono spesso due cose differenti. Siamo combattuti circa le differenze di opinioni in tema di religioni. La spiritualità è determinata dalle nostre scelte di vita e da come interagiamo con gli altri. Ognuno di noi deve scegliere la strada che è giusta per lui e rispettare ed essere di mente e cuore aperto verso coloro che hanno opinioni diverse. Puoi essere un buon cristiano e praticare yoga. L’insegnamento di Cristo e anche quello di tutte le religioni parlano d’ amore e bontà verso gli altri e non di giudizi o paure che offuscano la nostra visuale verso coloro che praticano credi diversi. Lo yoga è uno strumento che si può usare per migliorare qualunque attività, qualunque percorso o fede scegliamo. Io sono cresciuto in Texas. Nei primi anni ’70 mio fratello ed io solevamo praticare yoga in un parco all’aperto. Ci fu una volta in cui un vicino chiamò la polizia. L’ufficiale arrivò con la macchina direttamente nel parco e ci chiese cosa stessimo facendo. Gli rispondemmo che stavamo praticando yoga e facendo esercizi di respirazione e di stretching. Eravamo piuttosto turbati e ci domandavamo se queste attività fossero improvvisamente diventate illegali. Egli ci informò che un vicino lo aveva chiamato perché aveva visto due giovani nel parco che “Praticavano qualche tipo di Devozione Demoniaca”. Noi stavamo soltanto respirando e facendo stretching a vantaggio della nostra salute. Sembra che il modo di pensare del vicino si basasse sulla paura o sul giudizio di altri senza che sapesse realmente nulla di cosa stavamo facendo. Questa non è realmente una caratteristica cristiana. Io penso che Cristo non sarebbe turbato da qualcuno che si esercita nella natura. Il tuo pastore pensa di fare bene a preoccuparsi, ma la sua preoccupazione è infondata. Sono sicuro che egli è una magnifica persona e non vuole farti del male. Può darsi che abbia emesso un giudizio senza avere prima acquisito le esatte informazioni. La scelta alla fine è solo tua. Usa il tuo cervello e la tua intelligenza e la tua fede come guida. Guarda nel profondo del tuo cuore e poi fai la scelta che è meglio per te. Pensa a cosa farebbe Cristo nella tua stessa situazione e fa sì quella sia la tua luce guida.
Grazie ancora per la tua domanda sincera. Mi sembri un’anima sincera e ti auguro ogni bene, con rispetto, David

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