E ora basta!

di Giuliano (Ananta) Vecchiè

E’ ormai da vari anni che nell’ambito dello yoga vengono proposte iniziative create ad hoc per sorprendere utilizzando nomi altisonanti e mix di vari stili più o meno inventanti o mediati dalla danza classica o moderna, da espressioni artistiche di avanguardia e quant’altro.

Tutto bene, ma fino a un certo punto, però!

Sicuramente siamo in un periodo storico chiamato Kali Yuga il cui elemento caratterizzante è la confusione delle idee e il mescolamento delle ideologie, con conseguente sbandamento delle coscienze e grande incertezza sul cosa è giusto e cosa è sbagliato.

E’ vero che molti Maestri tra i più noti, sono stati innovatori e propositori di nuovi stili, ma è anche vero che si sono sempre basati su tradizioni consolidate che loro hanno poi sviluppato e aggiornato anche sulla base di nuove conoscenze anatomiche e mediche, ma questi grandi Maestri, fondatori degli stili più in voga ai tempi nostri, sono sempre stati nell’alveo della tradizione e del lignaggio dei grandi Maestri precedenti.

Ora invece assistiamo al nascere di stili e di iniziative che veramente possono sfiorare il ridicolo a partire già dal nome e proposti da maestri più o meno qualificati.

Ma come si possono proporre stili di yoga che con lo yoga non hanno nulla a che fare?

Come si possono inventare abbinamenti i più “creativi” se non per una pura questione di business?

Ma siamo seri! E cerchiamo di ritornare nell’ambito della tradizione millenaria da cui lo yoga proviene.

Volete proporre qualcosa di artistico, di alternativo, di “energetico”,  di “emozionale”, di “fluidico”, di “pranico”, legato al suono, ai chakra e chi più ne ha più ne metta? Benissimo! Ma per favore non chiamiamolo Yoga!

I Maestri veri hanno sempre proposto, e continuano a proporre uno yoga che è frutto di centinaia di anni di esperienze vissute all’interno della propria coscienza e caratterizzato da decine e decine di anni di pratica individuale.

Un maestro non si improvvisa, non si “confeziona” ad hoc, non nasce dal nulla, ma nasce sempre da un successione di Maestri  e da un passaggio di conoscenze da Maestro e allievo, così come è stato per Krishnamacharya e il suo lignaggio, per Sivananda e il suo lignaggio, o per Yogananda e il suo lignaggio, e così via.

Chiedo quindi a coloro che si avvicinano per la prima volta allo yoga, di verificare sempre, prima di intraprendere un percorso che mi auguro molto duraturo, il lignaggio di riferimento dello stile che si vuole praticare senza lasciarsi abbindolare da falsi pifferai magici che ti incantano con belle parole o belle performance che spesso con lo yoga nulla hanno a che fare.

Nella speranza che quanto suddetto possa essere uno sprono per la ricerca delle vere radici di una pratica piena di benefici sia fisici che mentali, auguro a tutti i neofiti di trovare il loro vero percorso di verità.

Hari Om Tat Sat.

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